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Blocco Conta Assi

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BLOCCO CONTA ASSI
Uno dei sistemi per il distanziamento dei treni in uso in Italia è il Blocco Conta Assiconosciuto anche con la sigla BCA. Il sistema garantisce il distanziamento attraverso la conta degli assi in entrata e in uscita del tratto interessato. Per garantire la libertà della tratta, la differenza tra gli assi conteggiati in entrata e quelli i uscita deve essere zero.
Pedale del BCA con picchetto d'individuazione

Il sistema è costituito da due pedali alle estremità, dal sistema di conteggio.

Sul banco di manovra della stazione viene indicato lo stato del blocco (Libero o Occupato) e il senso verso le partenze o arrivi. In più sono presenti apposite levette piombate o da appositi comandi nei nuovi apparati per la liberazione artificiale del blocco in caso di mancata liberazione, di norma sono individuate con la sigla TlBca.

Ripetizioni ottiche e tasti di soccorso su un banco ACEI

Questo tipo di distanziamento è utilizzato sulle linee a singolo binario e sulle linee a doppio bi…

Ricordi, il treno e le stazioni dell’infanzia

Ricordi, il treno e le stazioni dell’infanzia
La mia ferrovia non è quella delle nozioni tecniche, non sono un conta chiodi, neanche esperto di un particolare settore ferroviario, capita spesso che mi informi dopo che qualcuno mi chieda informazioni sapendo la mia passione; chiaramente la materia è vasta, spesso complessa e tecnicamente richiede conoscenze specifiche. Ho coltivato la passione ferroviaria attraverso il collezionismo di modellini in scala H0, nello specifico FS, e i libri, dalle pubblicazioni di fine ottocento ai giorni nostri, della ferrovia amo l’aspetto umanistico e storico, il periodo prima che tutto diventasse solo tecnologia e velocità; la mia ferrovia è quella del capostazione, del deviatore, del manovratore, del capotreno, del conduttore, dei due macchinisti, verificatori, i casellanti e i cantonieri. La ferrovia l’ho conosciuta fin da piccolo, la mamma era nativa della Calabria, un bel paesino sulla litoranea jonica, invece il papà era ossolano; quindi una volta a…

Le Traverse ferroviarie di legno

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Le traverse ferroviarie di legno
Le traverse ferroviarie sono di legno, di cemento, di ferro e come indicato dall’ing. Corini anche di materiale misto; fondamentale appoggio del binario, assicurandone lo scartamento e di distribuire sul pietrisco lo sforzo trasmesso dalla rotaie, l’armamento grazie alla traverse è incastrato ed ancorato nella massicciata. Con i moderni attacchi indiretti che non ammettono scorrimenti e con le lunghe campate di saldatura, le traverse servono a tenere frenate le rotaie evitando scorrimenti dovuti alle dilatazioni termiche e agli sforzi unidirezionali dovuti all’avviamento e alla frenatura dei rotabili. Le traverse in legno con peso che varia tra i 60kg e i 100kg sono distinte in due specie:
specie forti: rovere, farnia, cerro, leccio, eucaliptus, faggio, olmo, frassino specie dolci: pino silano, pino silvestre, larice

Scalo Pieve Vergonte foto Giovannone S.
La maggior parte di noi ricorda molto bene i…

La stazione senza locomotive

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La stazione senza locomotiveSilvio GallioUno dice che senza locomotive la ferrovia si ferma… Ma nemmeno per idea! Certo si fa un po’ fatica e i tempi si allungano di brutto, però ci si può muovere. Guardiamo per esempio cosa succedeva a Londra, più precisamente alla Stazione di Euston. Per il terminal londinese della “London and Birmingham Railway”, gli Stephenson (padre e figlio) pensano a un posto, libero da case, vicino a Marble Arch. C’è un canale, il Regent’s Canal, che muove le chiatte da e verso il Tamigi e di qui l’ampio mondo dell’Impero Britannico. Però il terreno è appena fuori Hyde Park, a due passi da Belgravia, da Mayfair; e, non so se mi spiego, da Buckingham Palace. Figuriamoci se alla nobiltà e all’alta borghesia ottocentesca e britannica (cioè quanto di più altezzoso e snob fosse reperibile sul mercato dell’epoca) avrebbe voluto affumicati ferrovieri, sudati carrettieri e maleodoranti locomotive a due passi dalle ottocentesche, nobili e altoborghesi capanne! Opzione r…

La catenaria - Parte 2

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Buongiorno cari appassionati delle Ferrovie, eccoci alla seconda parte del nostro tema relativo alla linea aerea di contatto, o catenaria. Nell'articolo precedente abbiamo parlato in modo molto semplificato delle varie parti che la compongono, in questo trafiletto vedremo alcuni accorgimenti che si adottano in modo che funzioni in modo ottimale. In stretta simbiosi con la linea aerea opera il pantografo,strumento posizionato sul tetto del locomotore atto a prendere corrente e trasmetterla al motore. Qui vediamo una foto: La freccia indica il cosiddetto “strisciante”, che è il “responsabile” della captazione ottimale di corrente dalla linea aerea.
Per permettere un contatto continuo ottimale, anche con elevate velocità del locomotore, occorre che il filo segua il percorso del locomotore  stesso ed abbia una distanza abbastanza uniforme rispetto al livello della rotaia; questo è tanto più importante quanto più è veloce il mezzo, dato che altrimenti le brusche variazioni di livello de…

La catenaria - Parte 1

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Buongiorno cari appassionati di ferrovie, oggi parliamo della catenaria (termine che useremo nell’articolo), detta anche linea aerea di contatto. Questo è il primo di una serie di 3 articoli, in cui cercheremo di spiegare al meglio un argomento abbastanza complesso. Definiamo cosa si intende per catenaria: essa trasmette l’energia elettrica a tram, filobus e locomotori elettrici, ed è proprio su quella impiegata nelle ferrovie che ci concentreremo in questi brevi articoli. Iniziamo a descrivere, in modo molto semplificato, le parti che compongono il sistema di sostegno della catenaria. Se osserviamo una qualsiasi delle linee a trazione elettrica (in Italia o all'estero), come per esempio la nostra linea ferroviaria Novara-Domodossola, avremo sicuramente notato una serie quasi infinita di questi pali (detti pali di sostegno),come vediamo nella foto seguente


Spieghiamo brevemente le varie componenti di questi pali di sostegno: mensola, che regge l'insieme e lo connette al palo (…

I Petardi Ferroviari

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Petardi ferroviari
In ambito ferroviario, fino a qualche anno orsono nel regolamento segnali era presente la normativa sui segnali sussidiari ed accessori, tra questi vi erano i petardi. I petardi erano in dotazione a diversi agenti ferroviari tra i quali: capostazione, deviatori, cantonieri, casellanti, personale della squadra armamento, macchinisti. In tempi meno recenti, ma non lontanissimi si ricordano gli agenti posa petardi che come indicava il regolamento, posavano sul fungo della rotaia i petardi. Molto interessante ricordare nella filmografia il film "Destinazione Piovarolo" dove Totò, nelle veci di capostazione, posa i petardi per fermare il treno di sua eccellenza ministro dei trasporti, mentre nel video documentario "all’ultimo minuto" i petardi sono utilizzati per fermare un treno dove, a causa di una intossicazione alimentare, i macchinisti sono svenuti; grazie allo scoppio dei petardi il capotreno allertato tira il freno d’emergenza e ferma il convog…